Una sedia ore 19:00 / 20:00 / 21:00

Un uomo,se possiede la vera sapienza, sa godere dell’intero spettacolo del mondo da una sedia,senza saper leggere,senza parlare con nessuno,
solo con l’uso dei sensi e con l’anima che non sappia essere triste.” F. Pessoa

Michele: Da piccolo ho sempre avuto una curiosità speciale per le sedie. Trovavo ipnotico che la sedia avesse le gambe, come me. Due braccia(oli) come me. Una schiena(le) come me. Ogni volta che vedevo una sedia vuota, mi attraversava sempre la stessa sensazione e mi dicevo: ora si alza e cammina. E inizia il viaggio.
Nel tempo il mio rapporto con la sedia è cresciuto: da luogo metaforico in mille sfumature, a luogo fisico reale di costrizione. Negli anni della scuola, le sedie che ho abitato erano spazi sgraditi. Ero un bambino-ragazzo parecchio vivace e le ore “sedute al posto” erano per me uno strazio. In questo contesto, fortunatamente, è arrivato il teatro a rimettere le cose nella giusta direzione.

Paola: Da piccola la sedia era per me un oggetto da smontare, da “sconocchiare”, ridurre ai minimi termini, affinché diventasse altro e con qualsiasi mezzo. Ogni sedia traballante era per me un’attrazione incredibile per provare l’ebrezza di un podio privilegiato dal quale prendere il volo, partire per un paese sconosciuto, una nuova avventura. Ogni sedia sbilenca era la base dalla quale partire per costruire macchine fantastiche e improbabili per cominciare nuovi viaggi. Poi rientrando in casa le sedie ritornavano a essere quel che erano: il posto intorno a un tavolo per consumare un pasto, la sediolina per fare i compiti, lo sgabello di fronte alla consolle di mamma sul quale a turno sedevamo per farci asciugare i capelli. Ma appena tirate fuori dal contesto casalingo, non appena mi accadeva di incontrarle fuori all’aperto ecco che, come per incanto, ripartiva la magia.

In attesa dello spettacolo che vedrà la luce nel 2023, portiamo all’attenzione del nostro pubblico il percorso di studio e sperimentazione che vede protagonisti i nostri due attori Michele Beltrami e Paola Cannizzaro, sul linguaggio delle ombre e sull’oggetto/simbolo sedia.
Abbiamo avuto l’occasione di aprirci all’incontro con professionisti di altre aree creative e di arricchirlo con i loro contributi. In particolar modo questo studio, proposto in occasione de Il Canto delle Cicale, è frutto del percorso di formazione fatto con Teatro Giocovita. Ad accompagnarci, inoltre, in veste di “dramaturg” il regista e attore Silvano Antonelli, della compagnia Stilema Teatro.

Massimo 60 spettatori. Prenotazione obbligatoria chiamando lo 030 46535

Dove trovarci

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Data

23 Lug 2022

Ora

21:15

Età

5+,
Prenotazione obbligatoria allo 030 46535

Luogo

Corte Franca
Corte Franca, Aula Teatro Scuola Secondaria IC "Don Milani", Ingresso da Parco del Conicchio
Categoria

Compagnia

Teatro Telaio
Giugno 2022
Luglio 2022
Lug 02 2022

Andemm

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